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	<title>Mauro Dalfreddo &#187; mario busellato</title>
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		<title>Olio su plexiglas</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2008 20:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Dalfreddo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[mario busellato]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Busellato e la tecnica pittorica olio su plexiglas]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Voglio raccontare una storia curiosa, uno scherzo del destino, che mi ha segnato profondamente&#8230;</em></p>
<p style="text-align: left;"><a class="alignleft" title="Mario Busellato: La stazione di Asiago" href="http://www.maurodalfreddo.it/wp-content/uploads/2008/05/la_stazione_di_asiago.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-62 alignleft" style="float: left; padding: 5px" title="La stazione di Asiago" src="http://www.maurodalfreddo.it/wp-content/uploads/2008/05/la_stazione_di_asiago-300x195.jpg" alt="La stazione di Asiago" width="300" height="195" /></a>Frequento spesso l&#8217;Altopiano, in particolare Asiago e Gallio: mi piace passeggiare lungo il corso, nei periodi di bassa stagione, quando ci sono meno turisti e villeggianti, lontano dal chiasso e dal fragore del traffico&#8230;</p>
<p>Mi sento vicino a questi luoghi, li sento ormai familiari, li sento miei; è naturale, in fondo sono ormai quasi trent&#8217;anni che vi trascorro qualche periodo di vacanza, almeno una volta l&#8217;anno!</p>
<p>Da ragazzo, negli anni &#8216;80, passeggiando lungo il corso di Asiago, acquistai alcune cartoline raffiguranti alcuni quadri: mi innamorai immediatamente di quelle immagini per via della luce e per la serenità che mi trasmettevano. La tecnica pittorica, molto particolare almeno per me, era <em>olio su plexiglas</em>, che conferiva ai quadri un&#8217;incredibile luminosità e allegria.</p>
<p>Non mi interessai mai all&#8217;autore, anche se il suo nome era ben riportato sul retro: per me erano più importanti le emozioni che mi trasmettevano le opere.</p>
<p>Tenni le cartoline per molti anni nella mia camera, sul comodino, talvolta in cima e qualche volta in mezzo ad altre carte&#8230;comunque sempre presenti e riconoscibili. Non so di preciso quando, ma probabilmente verso la fine degli anni &#8216;90 sparirono da quel posto, per essere riposte in qualche scatola&#8230;e con esse si affievolì il ricordo di quelle belle immagini.</p>
<p>Nella tarda estate del 2006, passeggiando con Romy ad Asiago, sono entrato per caso nella <a title="Galleria Busellato" href="http://www.galleriabusellato.com/" target="_blank">Galleria d&#8217;Arte Busellato</a>, lungo il corso; lì ho conosciuto Antonio, che mi ha edotto e fatto apprezzare alcune tele e stampe Naive di <a title="Elio Nava" href="http://www.galleriabusellato.com/pagine/nava/nava.html" target="_blank">Elio Nava</a> e qualche opera del fratello <a title="Carlo Busellato" href="http://www.galleriabusellato.com/pagine/busellat/busellat.html" target="_blank">Carlo</a>, dipinta proprio con quella inconsueta tecnica sul plexiglas, che avevo apprezzato nelle mie cartoline. E proprio lo stesso inverno ho ammirato altri suoi quadri presso il suo studio a Creazzo, dove tra l&#8217;altro ne stava terminando uno nel medesimo stile.</p>
<p style="text-align: left;"><a class="alignleft" title="neve sull'altipiano" href="http://www.maurodalfreddo.it/wp-content/uploads/2008/05/neve_sull_altopiano.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-63 alignleft" style="padding: 5px" title="Neve sull Altopiano" src="http://www.maurodalfreddo.it/wp-content/uploads/2008/05/neve_sull_altopiano-300x200.jpg" alt="Neve sull\'altopiano" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Mi è stato poi spiegato che la difficoltà maggiore di questa tecnica pittorica deriva dal fatto che l&#8217;esecuzione del quadro avviene al contrario, sulla superficie del plexiglas opposta a quella visiva: prima devono essere dipinti gli elementi e i particolari in primo piano, per cui l&#8217;artista deve avere ben chiaro in testa ciò che vuole rappresentare. Ad esempio le crepe devono essere dipinte prima dei mattoni e della casa, gli uccelli in volo prima del cielo, ecc.</p>
<p>Inoltre l&#8217;opera non può essere eseguita di getto, i tempi tecnici sono lunghi, perché i vari colori stesi via via devono asciugarsi ed assestarsi; e quindi un&#8217;ulteriore difficoltà! Il risultato finale dell&#8217;opera viene esaltato dal materiale trasparente, vetro o plexiglas, che conferisce al tutto una sorprendente luminosità e un&#8217;eccezionale nitidezza.</p>
<p>Solo nel maggio di quest&#8217;anno, durante una visita alla galleria di Antonio, discutendo con lui di questa tecnica pittorica e di come ne fossi rimasto affascinato fin dalla giovinezza, mi sono reso conto che l&#8217;autore dei quadri <em>scoperti</em> da ragazzo era nientemeno che il padre di Antonio e Carlo: <strong>Mario Busellato</strong>. </p>
<p>E&#8217; strano e sorprendente allo stesso tempo: riscoprire e rivalutare le medesime opere di nuovo, con maggiore consapevolezza e maturità! E&#8217; come se il destino avesse voluto farmi porre l&#8217;enfasi su qualcosa che avevo già ammirato&#8230;forse non abbastanza!!</p>
<p>Ho riportato sopra, dopo aver ottenuto il relativo consenso per la loro pubblicazione, le immagini di due olii su plexiglas di Mario Busellato</p>
<ul>
<li>La stazione di Asiago (cm 150&#215;100)</li>
<li>Inverno sull&#8217;Altopiano (cm 150&#215;100)</li>
</ul>
<p>che mi hanno particolarmente emozionato; probabilmente sono molto in sintonia con me. D&#8217;altronde come leggo in una nota critica, anche il maestro Mario Busellato, come me, <em>&#8220;ama l&#8217;Altopiano di Asiago, che a buona ragione considera come la sua seconda terra, ed è attratto da sempre dalla natura incontaminata, quasi vergine, dalla tranquillità, dai valori fondamentali della storia dell&#8217;uomo e dalle sue tradizioni secolari&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Appunto.</p>
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