Mauro Dalfreddo

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settembre 15th, 2009 di Mauro Dalfreddo

Un hack : come attivare tutte le funzionalità di WAST su XP e Vista

Sviluppare ed implementare un sito o un’applicazione web è un processo creativo che può essere più o meno interessante e quindi più o meno divertente…

E quando finisce il divertimento cominciano i grattacapi! Sicuramente qualcuno nel management o il cliente che ha commissionato il progetto o forse noi stessi vorremmo conoscere quantitativamente le sue prestazioni, in termini di tempi di risposta in funzione del numero di utenti.

Infine potremo arrivare a determinare la capacità del sito, ovvero il numero massimo di richieste/sec aventi tempi di risposta decenti (ovvero prima il numero di utenti appena prima del degrado/collasso del sistema)

Load test

Quindi dopo aver sviluppato e pubblicato un sito o una web application conviene affrontare l’annoso problema dei test di carico e della simulazione realistica delle navigazioni degli utenti per:

  • vedere  come si comporta il sistema
  •  se sussitono colli di bottiglia, aree o sottosistemi dove è possibile ottimizzare qualcosa 
  • dove è meglio iniziare ad effettuare il cosiddetto tuning.

Allo scopo si possono trovare vari tools commerciali e opensource.
E’ possibile trovare una lista abbastanza esaustiva dei software all’url http://www.softwareqatest.com/qatweb1.html.

Nell’ultima esperienza personale, non avendo (mai) molto tempo a disposizione mi sono concentrato su alcuni software grafici e interfacciabili con i sistemi Windows Server:
- l’ottimo ma assi costoso Neoload, che permette di controllare e verificare graficamente  tutte le fasi del processo dal design alla fase di test e l’analisi dei risultati
- gratuitamente in casa Microsoft si trovano WCAT (Web Capacity Analysis Tool), largamente programmabile ma solo tramite script,
e WAST (Web Application Stress Tool – Homer ), il ben noto ma vetusto tool grafico.

WAST (o WAS) è uno strumento di simulazione e di carico sviluppato e rilasciato molti anni or sono da Microsoft, ma è un piccolo gioiellino, poichè permette di controllare e verificare graficamente tutte le fasi del processodi test:

  • la registrazione visuale della navigazione effettuata con il browser
  • la creazione dei profili delle pagine di test
  • la definizione degli utenti
  • la distribuzione delle tipologie di test
  • la definizione del pool di macchine che partecipano al test di carico
  • la definizione dei contatori (performance counter) delle macchine oggetto di test
  • la gestione del test vero e proprio, ovvero lo stress del sito o dell’applicazione web
  • la collezione e l’elaborazione dei risultati, anche se in forma testuale.

Purtroppo WAST è supportato ufficialmente solo su Microsoft Windows NT 4.0 SP 4+ e Microsoft Windows 2000, sistemi operativi che ormai non esistono (quasi) più negli ambiti di produzione.

L’installazione su Windows XP và praticamente sempre a buon fine, ed eseguendo WAST si possono sperimentare da subito le varie funzionalità tranne due:

  • non funzionano performance counter
  • non funziona la comunicazione con i client del pool

Su Windows Vista invece si ottiene da subito un errore (Steve Schofield Weblog – WAST on Vista ), ma basta caricare il file msvcp50.DLL in c:\windows\system32 (poiché non è compreso di default nel SO).

Vista l’indubbia utilità dell’applicazione, mi sono intestardito nel far funzionare WAST anche sui SO più recenti…e alla fine, dopo un po’ di analisi e troubleshooting ci sono riuscito.

Performance counters

Per far funzionare la finestra di ricerca e di aggiunta dei performance counters delle macchine remote, nonchè il polling dei valori a runtime, basta copiare nella directory del programma il file pdh.dll, che si trova nella distribuzione di Windows 2000, e che è infatti la libreria che contiene le funzioni per i contatori.

Sicuramente WAS è stato compilato nel 2000 utilizzando quella versione di libreria (5.0.2174.1), mentre su XP c’e’ quella nuova (5.1.2600.3536)

Abilitare le funzionalità relative ai performance counter

Clients

Bisogna tenere presente che WAST è un tool client/server: l’interfaccia client (hclient.exe) colloquia localmente e/o remotamente (con tecnologia DCOM) con un windows service (webtool.exe); inoltre i dati sono resi persistenti su un database access.

Per far funzionare la comunicazione con i client definiti nel pool bisogna quindi  “giocare” con i pemessi DCOM (dcomcnfg.exe).

Si deve ricordare inoltre che, la comunicazione ed in generale i sistemi Microsoft prima del SP2 di Windows XP non erano securizzati di default, e quindi, per far funzionare il nostro WAST su XP, bisogna “rilassare” un pochino la sicurezza.

Abilitare le funzionalità per il pool di client su WAST

 Procedimento:

  1. Eseguire dcomcnfg.exe
  2. Visualizzare le Proprietà di Servizi Componenti – Computer – Risorse Computer
  3. Nel Tab Proprietà predefinite selezionare la casella Abilita servizi Internet COM in questo computer (che di default è deselezionato)
  4. Nel Tab Protezione COM: Modificare i Limiti delle autorizzazioni di accesso abilitare per l’ACCESSO ANONIMO l’accesso remoto;
    Modificare i Limiti delle autorizzazioni di esecuzione e attivazione  abilitare per Everyone l’avvio remoto e l’attivazione remota
  5. Entrare nel dettaglio dei componenti DCOM e aprire le Proprietà di “WebTool”: personalizzare eventualmente le ACL in modo tale che Everyone possa avviare ed attivare remotamente il componente

E il gioco è fatto! Provare per credere…

Risorse

  DLL aggiuntive per WAST su XP

DCOM Settings for WAST on XP

Riferimenti

- How To Install and Use the Web Application Stress (WAS) Tool

http://support.microsoft.com/kb/313559/en-us

- Introducing Microsoft Web Application Stress Tool (BY Jigesh Shah)

http://www1bpt.bridgeport.edu/sed/projects/cs597/Fall_2002/jishah/web_application_stress.htm

- Load Testing Web Applications using Microsoft’s Web Application Stress Tool (By Rick Strahl)

http://www.code-magazine.com/article.aspx?quickid=0001091&page=1

- Download Microsoft Web Application Stress Tool – Homer:

http://www.iis.net/downloads/default.aspx?tabid=34&g=6&i=1298

- Steve Schofield Weblog – WAST on Vista

http://weblogs.asp.net/steveschofield/archive/2007/03/10/iis7-post-32-web-application-stress-tool-on-vista.aspx

- Recentemente c’e’ stato qualche problema a reperire WAST sul sito Microsoft download, per cui allego il setup, almeno finchè rimarrano tali problemi.

marzo 13th, 2009 di Mauro Dalfreddo

Finalmente trovo un po’ di tempo per continuare la trattazione iniziata in un mio articolo precedente dei Motivi per veicolare il contesto utente fino al database, e a questo rimando dando per scontati alcuni argomenti.

Sono già stati evidenziati i benefici e le caratteristiche dell’utilizzo dell’autenticazione integrata e del contesto utente anche fino all’ultimo livello applicativo (tier). E’ stata poi spiegata la configurazione da  utilizzare in un’archiettura a 3-tier (IE-IIS-SQL) tutta implementata in un unica macchina (single server).

Per capire come il security context di un utente possa essere veicolato esternamente ad un server da un servizio ad un altro,  bisogna comprendere i protocolli di autenticazione utilizzati.

kerb_00

NTLM e Kerberos a confronto

Il protocolli di autenticazione supportati da Windows sono NTLM (NT Lan Manager, fino dalla versione 4.0)  e Kerberos (da Win 2000 in poi).  Mentre NTLM si basa su un meccanismo di  challenge/response (ovvero lo scambio di un hash criptato tra client e server), Kerberos basa la sua architettura sull’esistenza di server autenticatori (KDC, Key distribuition center), che distribuiscono tikets (cifrati e firmati e quindi affidabili) ai client per utilizzare specifici servizi.

I pregi di Kerberos sono:

  • lo standard aperto, basato sull’RFC 4120
  • la maggiore velocità, poiché, diversamente da NTLM, il servizio non deve verificare la validità dell’utente/client presso un DC, ma gli basta semplicemente il ticket stesso
  • la mutua autenticazione, poichè non solo il client si autentica al servizio (come NTLM),  ma il client stesso è certo dell’identità del servizio, poichè solo quello può leggere il ticket fornito
  • supporto per il logon tramite smart card
  • supporto per la delega dell’autenticazione (Authentication delegation o Authentication forwarding): grazie a questa caratteristica un servizio può accedere ad un risorsa remota per conto di un utente.

Quet’ultimo punto sta a significare che un utente A può dare diritti ad un’entità intermedia B per autenticarsi ad un terzo server C, come se
l’entità B fosse l’utente A stesso. Il server C baserà le sue decisioni autorizzative sull’identità di A invece che su quella di B.

E’ possibile iterare questo schema per più livelli applicativi distribuiti (multi-tier applications) solamente utilizzando Kerberos e non NTLM, semplicemente perchè NTLM non supporta la delegation! Quindi NTLM funziona su un’architettura a single server solo perchè il security context dell’utente viene creato alla sua connessione al primo livello sul server (dopo l’autenticazione) ed è disponibile poi per i livelli applicativi sucessivi.

Nell’implementazione Microsoft di Kerberos, il servizio stesso è altamente integrato con Active Directory (AD) e tutti i dati e le credenziali sono memorizzati in essa

(continua…)

novembre 6th, 2008 di Mauro Dalfreddo

Recentemente ho avuto la necessità di forzare il cambio utente in un’applicazione asp.net che utilizza Windows Autentication come sistema di autenticazione.

Sharepoint: Accedi come utente diversoL’idea è stata presa dai siti di Micorsoft Office Sharpoint 2007 (MOSS): di default l’accesso viene effettuato con l’utente corrente di dominio; al bisogno è presente un link nel menù per cambiare l’utente connesso; viene presentato quindi il popup standard per l’immissione delle credenziali, dopo la nuova autenticazione l’utente viene ripresentata la pagina corrente…

I requirement erano simili, ovvero l’utente Windows connesso all’applicazione asp.net su IIS non doveva essere necessariamente quello loggato sulla macchina con il CTRL+ALT+CANC. La problematica è connessa anche col fatto che i siti di una intranet sono tutti trusted di default, per cui Explorer effettua tramite la Windows Authentication un’autenticazione implicita (single sign-on). 

I vantaggi del cambiamento di profilo sono palesi: l’utente non deve scollegarsi e riconnettersi a Windows, chiudendo tutte le applicazioni, oppure eseguire Internet Explorer con l’opzione “Run as”; deve solo cliccare un link…

Il trucco sta nello spedire al browser uno status code 401 “Access denied”, per cui il browser richiede all’utente ulteriori credenziali e richiama la pagina nuovamente.

Nella pagina desiderata, o nella master page, inserire il link alla pagina del cambio utente:

<a href="AccessDenied.aspx?loginasanotheruser=true">Cambio profilo</a>

In AccessDenied.aspx  
 

<%@ Page Language="C#" autoeventwireup="true"%>
<%
if (Session.IsNewSession)  Response.Redirect("default.aspx", true);
Session.Abandon();
Response.StatusCode = 401;
Response.StatusDescription = "Access Denied";
%>

Questa pagina controlla se la sessione è appena stata creata, e nel qual caso reinvia l’utente, che si è appena autenticato ad IIS, alla home page. Viceversa viene reimpostato lo status cose a 401. Il client richiede nuovamente le credenziali e la pagina aspx viene eseguita nuovamente solo se queste sono valide (è IIS infatti che effettua questa verifica).

Al posto di redirezionare il client alla home page è possibile ritornare sulla pagina appena precedente; basta passare a AccessDenied.aspx un parametro con il valore di window.location; ma questa è un’altra storia…

maggio 29th, 2008 di Mauro Dalfreddo

Ho sempre piacevolmente apprezzato le implicazioni dell’autenticazione integrata windows e nelle mie applicazioni, a meno che non mi sia esplicitamente richiesto, cerco sempre di portare il contesto di sicurezza dell’utente più avanti possibile nelle sue varie componenti.

Per esempio: il browser viene eseguito nel contesto di sicurezza dell’utente che si logga al computer, poi l’utente si autentica al Web server e le pagine chiamate ed i componenti software che le sottintendono sono eseguiti nel contesto di sicurezza dell’utente stesso. Similmente accade per l’autenticazione e la fruizione di altri servizi di rete o della connessione al database (anche in cascata tramite linked servers).

La seguente figura rappresenta tale scenario.

Authenticatione and Delegation

Dopo aver effettuato un brevissimo e sintetico excursus sui concetti di base, che verranno dati per scontati nei miei prossimi articoli, comincerò a descriverne l’implementazione. Nei prossimi articoli descriverò come implementare questa funzionalità in un ambiente distribuito per mezzo del modello di impersonazione e delega.

(continua…)

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