Mauro Dalfreddo

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novembre 28th, 2009 di Mauro Dalfreddo

Ci sono delle conferme sullo stop del film remake della famosa serie TV Ralph Supermaxieroe, ma anche numerosi segnali positivi per i fan…

Il simbolo di The Greatest American Hero

Il simbolo di The Greatest American Hero

Come era facile intuire il remake del film The Greatest American Hero, l’inizio della cui produzione era stato pianificato per il luglio 2008, è stato “temporaneamente congelato” per motivi meramente finanziari. Il progetto doveva proprio essere a buon punto: dopo il copione ed il regista, sembra che l’attore protagonista fosse stato già individuato in Eric Christian Olsen…

 

olsen_fillion

Eric Christian Olsen e Nathan Fillion

 

Nell’aprile 2009 Clint Morris raccontò su MovieHole che, durante un’intervista con Eric Christian Olsen in merito al suo ruolo nel film “Fired Up” , l’attore gli rivelò di essere stato contattato per interpretare il ruolo cinematografico di Ralph Hinkley nel nuovo film GAH.
Sfortunatamente, i finanziamenti per il remake andarono a monte prima che l’attore potesse provare il leggendario costume rosso…

“Sono stato scritturato per il film”, raccontò Olsen, quando Morris suggerì che sarebbe stato perfetto per la parte.
“Vi partecipai giusto dopo Fired Up… ‘Questo è il nostro ragazzo’ dissero, ma non ebbero sufficenti finanziamenti. Si, fui scritturato, ma poichè il budget era così enorme, non poterono ottenere tutti i soldi…
“Era realmente una sceneggiatura divertente, su un eroe riluttante che entra in scena con le gambe all’aria, e c’erano davvero molte scene fantastiche…
“Ebbi una vampata quando seppi che dovevo lavorare con tutte queste persone. Poi ricevemmo una telefonata, proprio mentre ci stavamo accordando, per dirci che non c’erano i finanziamenti…
“…Ora non sono più impegnato nel cast.
“No, non ho mai ottenuto quella parte, ho potuto solo leggere il contratto, e non ho provato nessun costume!”

Olsen, che sta iniziando a girare il nuovo film di Jennifer Lopez ”Plan B” è sicuro che impersonerà prima o poi un supereroe, anche se non sarà Ralph Hinkley:
“Vedremo cosa accadrà; intanto ci sono un paio di cose che ho quasi terminato”.

Il fatto che le cose, anche se lentamente, si stiano muovendo dopo questo stop è dimostrata dal candidarsi spontaneo e pubblico di alcuni attori al ruolo chiave del remake di Ralph Supermaxieroe.

In un’intervista su MTV News del 28 ottobre 2009, ovvero proprio un mese fà, Nathan Fillion, protagionista della serie televisiva Firefly (film di fantascienza, del 2002) ed attore protagonista anche nella recente serie Castle (2009), si candida nel ruolo del The Greatest American Hero, parlando del desiderio di apparire nel remake della vecchia serie tv.

Fillon dice: “Penso che GAH sia maturo per un ritorno. Lo so che sono canadese, ma penso che quella potrebbe essere la mia parte”.

Non è la prima volta che Fillion cita il ruolo; in precedenza disse a IFC.com che il remake di GAH è sempre stato il suo sogno nel cassetto;
inoltre ha anche qualche idea su come le nuove tecnologie potrebbero arricchire una nuova versione:
“Utilizzando la tecnologia che abbiamo oggi a disposizione per gli effetti,
e pur mantenendo la stessa idea e la stessa storia,
il costume potrebbe dare il potere di cambiare e a trasformarsi in quello che è necessario: potrebbe diventare un armatura, una muta subaquea…

In realtà conobbi William Katt e Robert Culp sul set di Castle; sono amici del padre di un nostro produttore esecutivo. E abbiamo lo stesso stunt coordinator di The Greatest American Hero, così ogni volta che ho visto William Katt cadere volando, so che è stato il nostro buon ragazzo Dennis [Madalone]

Ho appena terminato di guardare la collezione dei DVD di GAH e ho pensato che abbia avuto davvero una grande regia, e ripenso al tipo di incongruenze e piccole imprecisioni: per esempio il nome del personaggio principale cambiò un paio di volte.
Sembra che GHA abbia sofferto lo stesso tipo di bistrattamento che subì Firefly nei vari episodi (episodi mostrati fuori ordine, mai per più di 2 settimane consecutive, e la serie interrotta per vari motivi)

A Firefly fu garantita la possibilità di sfumare con una fine vaga e “ricomparire” con l’eccellente film Serenity. Ma per GAH non c’e’ stata questa fortuna…

♫ Flying away on a wing and a prayer, ♪ Who could it be? ♫ Believe it or not, it’s just…Nathan Fillion

Certo Fillon è fisionomicamente differente da William Katt e dalla bionditudine di Olsen, ma non è detto che nel remake si debbano conservare completamente tutti gli aspetti e le caratteristiche del personaggio Ralph, che tutti conosciamo; forse avrebbe più senso creare una certa rottura con la serie televisiva, reinventando parzialmente i personaggi o la trama, giusto per creare novità ed interesse, ma soprattutto per evitare l’effetto brutta copia, evitando così di rovinare il bel ricordo dei fan.

 

Bill Maxwell (Robert Culp)

Il grande Bill Maxwell (Robert Culp)

Rimane comunque una domanda: chi interpretarà il Bill Maxwell del grande Robert Culp? Senza l’uomo giusto, il remake non otterrebbe sicuramente il successo…

 

TGAH Web series

TGAH Web series

Dopo una lunga attesa  (il clip di intro era effettivamente accattivante), ecco è venuta alla luce a fine luglio 2009  la Serie Web di The Greatest American Hero, e gli episodi (i cosiddetti Webisodes), finora 6 della durata di poco più di 5 minuti, sono visibili su StayTunedTV.net, un sito ideato per connettere autori, registi, sceneggiatori ed attori e a promuovere il loro lavoro. 

Questi episodi sono filmati semiseri, sicuramente irriverenti, nei quali gli alieni affiancano ai due nostri eroi (Allen Rueckert, Don Stark) una nuova eroina bionda (Brittany Ross) dal costume rosso… In realtà Ralph aveva dovuto cedere il costume già nel 1986 a Holly Hathaway la Greatest American Heroine  in uno spinoff della serie mai mandato in onda da NBC.

Possono piacere o no, ma sicuramente fanno sorridere….

 

I tre Comic books pubblicati

I tre Comic books pubblicati

Sul fronte ComicBooks sono stati pubblicati quest’anno i 3 fumetti promessi, anche se con qualche ritardo rispetto alle date schedulate. Dopo qualche ricerca, sono riuscito a procurarmi delle copie su ebay direttamente da William Katt (alias catastrofic_comics2 ), debitamente dedicate e autografate da lui (Ralph) stesso!! E per una strana coincidenza me le sono incredibilmente viste recapitare proprio il giorno del mio compleanno: proprio un bellissimo regalo!

La storia  descritta in questi primi tre numeri è assolutamente ispirata alle prime due puntate della serie TV (ritroviam le teste rasate, il compagno di Bill morto e resuscitato dagli alieni, l’astronave, il costrume, il primo volo…) raccontata in chiave moderna nel presente (tecnologia cellulare, moderni pc portatili, il nuovo presidente USA Obama…).  Alcune eccezionali battute di Maxwell, in slang americano, sono proprio nel suo stile!

Bisogna leggere i fumetti ovviamente con spirito critico, e non credendo di ritrovare la copia cartacea della serie TV. Tutto sommato, alla fine è una cosa bella e simpatica…

 

 tgah_ship

Quindi possiamo dire che ci sono,  seppur tristi conferme dello stop del progetto, ma anche numerosi segnali che qualcosa si sta muovendo …

Bisogna crederci! Insomma… Believe It Or Not

 

Alcuni riferimenti

http://www.moviehole.net/200918628-exclusive-olsen-was-greatest-american-hero

http://www.imdb.com/news/ni1136032/

http://www.comicbookmovie.com/fansites/rorschachsrants/news/?a=11366

http://www.reelzchannel.com/movie-news/4916/nathan-fillion-wants-to-be-the-greatest-american-hero

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Greatest_American_Hero

http://www.superheroeslives.com/originals/the_greatest_american_heroine_(1986).htm

settembre 15th, 2009 di Mauro Dalfreddo

Un hack : come attivare tutte le funzionalità di WAST su XP e Vista

Sviluppare ed implementare un sito o un’applicazione web è un processo creativo che può essere più o meno interessante e quindi più o meno divertente…

E quando finisce il divertimento cominciano i grattacapi! Sicuramente qualcuno nel management o il cliente che ha commissionato il progetto o forse noi stessi vorremmo conoscere quantitativamente le sue prestazioni, in termini di tempi di risposta in funzione del numero di utenti.

Infine potremo arrivare a determinare la capacità del sito, ovvero il numero massimo di richieste/sec aventi tempi di risposta decenti (ovvero prima il numero di utenti appena prima del degrado/collasso del sistema)

Load test

Quindi dopo aver sviluppato e pubblicato un sito o una web application conviene affrontare l’annoso problema dei test di carico e della simulazione realistica delle navigazioni degli utenti per:

  • vedere  come si comporta il sistema
  •  se sussitono colli di bottiglia, aree o sottosistemi dove è possibile ottimizzare qualcosa 
  • dove è meglio iniziare ad effettuare il cosiddetto tuning.

Allo scopo si possono trovare vari tools commerciali e opensource.
E’ possibile trovare una lista abbastanza esaustiva dei software all’url http://www.softwareqatest.com/qatweb1.html.

Nell’ultima esperienza personale, non avendo (mai) molto tempo a disposizione mi sono concentrato su alcuni software grafici e interfacciabili con i sistemi Windows Server:
- l’ottimo ma assi costoso Neoload, che permette di controllare e verificare graficamente  tutte le fasi del processo dal design alla fase di test e l’analisi dei risultati
- gratuitamente in casa Microsoft si trovano WCAT (Web Capacity Analysis Tool), largamente programmabile ma solo tramite script,
e WAST (Web Application Stress Tool – Homer ), il ben noto ma vetusto tool grafico.

WAST (o WAS) è uno strumento di simulazione e di carico sviluppato e rilasciato molti anni or sono da Microsoft, ma è un piccolo gioiellino, poichè permette di controllare e verificare graficamente tutte le fasi del processodi test:

  • la registrazione visuale della navigazione effettuata con il browser
  • la creazione dei profili delle pagine di test
  • la definizione degli utenti
  • la distribuzione delle tipologie di test
  • la definizione del pool di macchine che partecipano al test di carico
  • la definizione dei contatori (performance counter) delle macchine oggetto di test
  • la gestione del test vero e proprio, ovvero lo stress del sito o dell’applicazione web
  • la collezione e l’elaborazione dei risultati, anche se in forma testuale.

Purtroppo WAST è supportato ufficialmente solo su Microsoft Windows NT 4.0 SP 4+ e Microsoft Windows 2000, sistemi operativi che ormai non esistono (quasi) più negli ambiti di produzione.

L’installazione su Windows XP và praticamente sempre a buon fine, ed eseguendo WAST si possono sperimentare da subito le varie funzionalità tranne due:

  • non funzionano performance counter
  • non funziona la comunicazione con i client del pool

Su Windows Vista invece si ottiene da subito un errore (Steve Schofield Weblog – WAST on Vista ), ma basta caricare il file msvcp50.DLL in c:\windows\system32 (poiché non è compreso di default nel SO).

Vista l’indubbia utilità dell’applicazione, mi sono intestardito nel far funzionare WAST anche sui SO più recenti…e alla fine, dopo un po’ di analisi e troubleshooting ci sono riuscito.

Performance counters

Per far funzionare la finestra di ricerca e di aggiunta dei performance counters delle macchine remote, nonchè il polling dei valori a runtime, basta copiare nella directory del programma il file pdh.dll, che si trova nella distribuzione di Windows 2000, e che è infatti la libreria che contiene le funzioni per i contatori.

Sicuramente WAS è stato compilato nel 2000 utilizzando quella versione di libreria (5.0.2174.1), mentre su XP c’e’ quella nuova (5.1.2600.3536)

Abilitare le funzionalità relative ai performance counter

Clients

Bisogna tenere presente che WAST è un tool client/server: l’interfaccia client (hclient.exe) colloquia localmente e/o remotamente (con tecnologia DCOM) con un windows service (webtool.exe); inoltre i dati sono resi persistenti su un database access.

Per far funzionare la comunicazione con i client definiti nel pool bisogna quindi  “giocare” con i pemessi DCOM (dcomcnfg.exe).

Si deve ricordare inoltre che, la comunicazione ed in generale i sistemi Microsoft prima del SP2 di Windows XP non erano securizzati di default, e quindi, per far funzionare il nostro WAST su XP, bisogna “rilassare” un pochino la sicurezza.

Abilitare le funzionalità per il pool di client su WAST

 Procedimento:

  1. Eseguire dcomcnfg.exe
  2. Visualizzare le Proprietà di Servizi Componenti – Computer – Risorse Computer
  3. Nel Tab Proprietà predefinite selezionare la casella Abilita servizi Internet COM in questo computer (che di default è deselezionato)
  4. Nel Tab Protezione COM: Modificare i Limiti delle autorizzazioni di accesso abilitare per l’ACCESSO ANONIMO l’accesso remoto;
    Modificare i Limiti delle autorizzazioni di esecuzione e attivazione  abilitare per Everyone l’avvio remoto e l’attivazione remota
  5. Entrare nel dettaglio dei componenti DCOM e aprire le Proprietà di “WebTool”: personalizzare eventualmente le ACL in modo tale che Everyone possa avviare ed attivare remotamente il componente

E il gioco è fatto! Provare per credere…

Risorse

  DLL aggiuntive per WAST su XP

DCOM Settings for WAST on XP

Riferimenti

- How To Install and Use the Web Application Stress (WAS) Tool

http://support.microsoft.com/kb/313559/en-us

- Introducing Microsoft Web Application Stress Tool (BY Jigesh Shah)

http://www1bpt.bridgeport.edu/sed/projects/cs597/Fall_2002/jishah/web_application_stress.htm

- Load Testing Web Applications using Microsoft’s Web Application Stress Tool (By Rick Strahl)

http://www.code-magazine.com/article.aspx?quickid=0001091&page=1

- Download Microsoft Web Application Stress Tool – Homer:

http://www.iis.net/downloads/default.aspx?tabid=34&g=6&i=1298

- Steve Schofield Weblog – WAST on Vista

http://weblogs.asp.net/steveschofield/archive/2007/03/10/iis7-post-32-web-application-stress-tool-on-vista.aspx

- Recentemente c’e’ stato qualche problema a reperire WAST sul sito Microsoft download, per cui allego il setup, almeno finchè rimarrano tali problemi.

settembre 14th, 2009 di Mauro Dalfreddo

Cesare Dalfreddo

Un’immagine spesso genera nella nostra mente una miriade di pensieri e fà affiorare i ricordi assopiti… qui un pensiero ed un ricordo per mio cugino Cesare, recentemente scomparso…

Camminando per i boschi e nelle brevi escursioni estive per i sentieri di montangna la mia mente ritorna sempre a questo ritratto, donatomi da tuo padre, presente anche nella tua ultima pubblicazione Amico Albero

Da questo scatto, effettuato a tua insaputa durante un’escursione, traspare la passione per la natura, le piante e gli animali e la passione che ci metti in tutto ciò che fai, sia nel tempo libero e nella corsa campestre, sia mentre lavori nei panni di guida naturalistica, di insegnante o organizzatore…

Negli ultimi anni non ci siamo incontrati spesso a causa dei reciproci impegni quotidiani e della distanza; forse abbiamo avuto più occasioni in passato da addolescenti, ma sono assai vividi in me i ricodi delle occasioni importanti che ci permettevano di ritrovarci…

L’ultima volta che ci siamo incontrati mi hai descritto e mostrato fieramente come stavi allevando il tuo asinello e la tua capretta,  e di come avevi recentemente seguito e curato la mostra sulla produzione tradizionale della calce; ed io sono rimasto stupito e ammirato della tua energia e della tua forza d’animo…

E’ da poco più di tre mesi che ci hai lasciato…. ma Cesare, cugino caro, tu sei e sarai sempre vivo nella mia mente e nel mio cuore.

 

 

maggio 9th, 2009 di Mauro Dalfreddo

Mi piace cucinare (e poi ovviamente mangiare) cibi preparati seguendo ricette veloci, semplici ma nel contempo saporite: mentre è alquanto soggettivo prediligere piatti gustosi o delicati, viceversa il tempo è per me un fattore essenziale, non potendo dedicarne molto a questo tipo di hobby e arte.

filetto_pepe_verdeHo sperimentato ultimamente una salsa col pepe verde (una delle tante varianti che si possono facilmente trovare), ottima sulle carni e sui filetti di carne bovina. La preparazione avviene subito dopo la cottura della carne.

Bisogna pestare in modo grossolano un po’ di pepe verde e farlo aderire alle fette di carne, che verranno cotte sulla padella con del burro sciolto.

La carne cotta (circa  3 minuti per lato) e salata, deve essere temporaneamente tenuta in caldo mentre viene preparata la salsa:
nella stessa padella aggiungere del brandy e farlo fiammeggiare, fino a far evaporare tutto l’alcool; unire quindi altro pepe intero e/o schiacciato, un po’di panna da cucina e un cucchiaio di senape. Far addensare pochi secondi.

Rimettere i filetti  in padella e lasciar insaporire per qualche istante nella salsa. Servire quindi immediatamente.

Fatemi sapere, se la provate, cosa ne pensate e gli eventuali possibili miglioramenti e le variazioni sul tema!

marzo 19th, 2009 di Mauro Dalfreddo

Dopo aver analizzato come applicare la delega in uno schema 3 tier IE-IIS/ASP.NET-SQL Server nel mio articolo precedente Impersonate & delegate, passiamo alla sua applicazione nel solo contesto SQL Server.

Applicare il paradigma della delega (delegation) a SQL Server significa permettere ad un client collegato ad un’istanza di SQL Server di connettersi implicitamente ad un’altra istanza di SQL Server inviandogli le credenziali kerberos dell’utente autenticato da Windows.  Questo paradigma, applicato a Server SQL, è chiamato double hop.

kerb_09

Sotto delegation è proprio l’istanza di SQL Server alla quale l’utente Windows si è connesso (usando l’autenticazione integrata), che impersona quell’utente stesso nelle comunicazioni con altre istanze.  La delegation è richiesta soprattutto nelle query distribuite che utilizzano linked servers.

Implementazione di un double hop

Consideriamo il caso seguente: un utente si logga una workstation e che si connette (per esempio con SQL Management Studio) ad un server all’istanza di SQL Server  SQLSERVER1. L’utente vuole eseguire query distribuite anche verso un database sul linked server SQLSERVER2.

Requisiti per il Client:

  • la login dell’utente deve essere di tipo Windows
  • tale login deve aver diritti di accesso su SQLSERVER1 e SQLSERVER2.
  • in Active Directory,  bisogna verificare che la proprietà ”Account is sensitive and cannot be delegated” non deve essere selezionata.
  • il computer client deve utilizzare per connettersi al DB il protocollo TCP/IP o named pipes.

Requisiti per il primo serverSQLSERVER1 (o in generale per i server intermedi):

  • deve essere stato registrato l’SPN per il server.
  • l’account col quale viene eseguito SQL deve essere “trusted for delegation”.
  • il server deve utilizzare il protocollo TCP/IP o named pipes.
  • il secondo server, SQLSERVER2,  deve essere aggiunto come linked server. Può essere fatto anche eseguendo la stored procedure sp_addlinkedserver:
EXEC sp_addlinkedserver 'SQLSERVER2', N'SQL Server'
  • il linked server deve essere configurato per effettuare il self mapping sulle login interessate (cioè deve essere passato il contesto di sicurezza della login connessa). Si può usare la stored procedure sp_addlinkedsrvlogin:
EXEC sp_addlinkedsrvlogin 'SQLSERVER2', 'true'

La finestra delle proprietà di sicurezza del linked server dovrà essere simile alla seguente figura:

kerb_10

Sotto riporto un utile script da me creato ed utilizzato nella creazione e nella verifica dei linked server utilizzati negli hop.

 

Requisiti per il secondo server SQLSERVER2:

  • Se viene utilizzato il protocollo TCP/IP, bisogna registrare un SPN  in AD.
  • il server deve utilizzare il protocollo TCP/IP o named pipes.

 

DECLARE @sname as nvarchar(50)
SET @sname ='SERVER2' -- Il nome del linked server

-- Se il linkedsrv esiste ià, viene droppato
IF  EXISTS (SELECT srv.name FROM sys.servers srv
WHERE srv.server_id != 0 AND srv.name = @sname)
EXEC master.dbo.sp_dropserver @server=@sname, @droplogins='droplogins'
IF  EXISTS (SELECT srv.name FROM sys.servers srv
WHERE srv.server_id != 0 AND srv.name = @sname)
EXEC master.dbo.sp_dropserver @server=@sname, @droplogins='droplogins'

DECLARE @providerstr as varchar(255)
SET @providerstr= 'DRIVER={SQL Server};SERVER='+ @sname +
';Integrated Security=SSPI;'

-- Creazione del Linked server
EXEC sp_addlinkedserver  
  @server=@sname,   
  @srvproduct='',    
  @provider='SQLNCLI',   
  @datasrc=@sname, 
  @provstr= @providerstr 

EXEC sp_addlinkedsrvlogin @sname, 'true'

-- Verifica se viene utilizzato il self mapping
SELECT uses_self_credential as delegation , S.name
FROM sys.linked_logins as L, sys.servers as S
WHERE S.server_id=L.server_id and S.name=@sname

-- Esecuzione di una query distribuita
-- (bisogna avere i diritti sul secondo server)
EXECUTE('select * from '+@sname+'.master.dbo.sysdatabases')

-- La prossima query deve restituire:
-- net_transport=TCP e auth_scheme=KERBEROS
SELECT net_transport, auth_scheme
FROM sys.dm_exec_connections
WHERE session_id=@@spid

-- La prossima query deve elencare il linked server creato
SELECT * FROM sys.servers where name=@sname

 

Contesti di applicazione simili

Lo schema della delegation può facilmente essere implenmentato per gli altri servizi SQL come Analysis Services, Reporting Services ed Integration Services; bisogna solamente fare attenzione alla fase di registrazione dell’SPN e ai diritti da applicate agli user account ed ai computer account coinvolti.

Per esempio per quanto riguarda Analysis Services l’SPN che deve essere registrato è del tipo:

Setspn.exe -A MSOLAPSvc.3/Fqdn:InstanceName OLAP_Service_Account

 

Riferimenti

MSDN – Security for Linked Servers , Configuring Linked Servers for Delegation

Microsoft – How to configure SQL Server 2005 Analysis Services to use Kerberos authentication

MS Technet – Understanding Kerberos Double Hop

marzo 13th, 2009 di Mauro Dalfreddo

Finalmente trovo un po’ di tempo per continuare la trattazione iniziata in un mio articolo precedente dei Motivi per veicolare il contesto utente fino al database, e a questo rimando dando per scontati alcuni argomenti.

Sono già stati evidenziati i benefici e le caratteristiche dell’utilizzo dell’autenticazione integrata e del contesto utente anche fino all’ultimo livello applicativo (tier). E’ stata poi spiegata la configurazione da  utilizzare in un’archiettura a 3-tier (IE-IIS-SQL) tutta implementata in un unica macchina (single server).

Per capire come il security context di un utente possa essere veicolato esternamente ad un server da un servizio ad un altro,  bisogna comprendere i protocolli di autenticazione utilizzati.

kerb_00

NTLM e Kerberos a confronto

Il protocolli di autenticazione supportati da Windows sono NTLM (NT Lan Manager, fino dalla versione 4.0)  e Kerberos (da Win 2000 in poi).  Mentre NTLM si basa su un meccanismo di  challenge/response (ovvero lo scambio di un hash criptato tra client e server), Kerberos basa la sua architettura sull’esistenza di server autenticatori (KDC, Key distribuition center), che distribuiscono tikets (cifrati e firmati e quindi affidabili) ai client per utilizzare specifici servizi.

I pregi di Kerberos sono:

  • lo standard aperto, basato sull’RFC 4120
  • la maggiore velocità, poiché, diversamente da NTLM, il servizio non deve verificare la validità dell’utente/client presso un DC, ma gli basta semplicemente il ticket stesso
  • la mutua autenticazione, poichè non solo il client si autentica al servizio (come NTLM),  ma il client stesso è certo dell’identità del servizio, poichè solo quello può leggere il ticket fornito
  • supporto per il logon tramite smart card
  • supporto per la delega dell’autenticazione (Authentication delegation o Authentication forwarding): grazie a questa caratteristica un servizio può accedere ad un risorsa remota per conto di un utente.

Quet’ultimo punto sta a significare che un utente A può dare diritti ad un’entità intermedia B per autenticarsi ad un terzo server C, come se
l’entità B fosse l’utente A stesso. Il server C baserà le sue decisioni autorizzative sull’identità di A invece che su quella di B.

E’ possibile iterare questo schema per più livelli applicativi distribuiti (multi-tier applications) solamente utilizzando Kerberos e non NTLM, semplicemente perchè NTLM non supporta la delegation! Quindi NTLM funziona su un’architettura a single server solo perchè il security context dell’utente viene creato alla sua connessione al primo livello sul server (dopo l’autenticazione) ed è disponibile poi per i livelli applicativi sucessivi.

Nell’implementazione Microsoft di Kerberos, il servizio stesso è altamente integrato con Active Directory (AD) e tutti i dati e le credenziali sono memorizzati in essa

(continua…)

gennaio 12th, 2009 di Mauro Dalfreddo
GAH ComicsIl 26 novembre 2008 è uscita la prima copia del fumetto di Ralph Supermaxieroe, ora stiamo aspettando la seconda uscita per il 28 gennaio 2009.
 
E’ fantastico, già dalle preview delle striscie del primo numero, viene in mente la serie televisiva !!
 
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Nel 2008, William Katt ha lanciato Catastrophic Comics, un’azienda indipendente di fumetti. Il fumetto di Greatest American Hero è il primo che traghetta i personaggi di una serie televisiva nel mondo bidimensionale dei fumetti.

In un’intervista su Comic Collector Live, Katt ha detto riguardo al nuovo fumetto: “Non penso che fossimo preparati all’interruzione della serie, e abbiamo ancora tante storie da raccontare. Spero che cattureremo l’immaginazione dei fans e li faremo tornare.”

Comic Collector Live è un portale di fumetti online, che offre ai collezionisti del software per catalogare ogni cosa a partire dai fumetti, e gli permette anche di memorizzare e caricare le loro collezzioni e creare il proprio negozio di fumetti online. Dal 2007 CCL ha fidelizzato più di 61 mila utenti, ed ora mette in vendita ai fans e ai collezionisti più di 600 mila oggetti relativi ai fumetti.

E Ralph Supermaxieroe è diventato il testimonial del portale: chi meglio di un supereroe potrebbe raccomandare un sito di fumetti?

 

 gahandccl
 
 
 
 
 
gennaio 10th, 2009 di Mauro Dalfreddo

Chi predica bene razzola male, recita il proverbio. Ho sempre sostenuto l’esigenza di backup frequenti dei dati di business o comunque importanti.

lacie250Custodivo la maggior parte dei dati sul mio buon vecchio (3 anni oramai) LACIE, un disco esterno USB da 250 GB. Solitamente faccio backup frequenti per i files di progetto e le fotografie digitali su DVD-ROM, ma nulla per quanto riguarda i montaggi dei filmati AVI, essendo questi di dimensioni spropositate: 50-60 GB complessivamente tra i files originali scaricati dalla videocamera digitale JVC, il montato, i files di contorno e i files temporanei… D’altronde per backuppare tutto ciò ci vorrebbe un’unità nastro o un altro disco fisso; e poi i tempi di backup non sarebbero proprio istantanei…

tb32-raid1E la perdita dei dati a causa della rottura del disco è per me in generale una cosa tremenda!

 Così, per razzolare bene ed evitare la perdita dei suddetti montaggi video, ho acquistato un’unità esterna che implementasse la tecnologia RAID 1, ovvero la copia real-time dei dati (a livello di byte) tra due dischi. In questo modo, pur rimanendo la problematica del backup, ho aumentato l’integrità dei dati e la tolleranza ai guasti del disco.

Ho acquistato un Mapower TB32, cioè un’unità esterna che espone al Sistema Operativo un unico disco (il mirror), mentre invece internamente ci sono 2 dischi SATA che lavorano in parallelo. La configurazione è semplice e viene effettuata solo in hardware tramite un jumper e lo stato dei  dischi è visualizzato tramite i led sul pannello frontale. Le connessioni esterne sono USB ed eSATA.

La sceneggiatura (alla Bill Maxwell) prevedeva quindi la copia dei dati tra le due unità USB. E la copia di 200 GB  non è una cosa da farsi con Windows Explorer, che è estremamente lento ed in caso di errori si ferma a metà.

Ho utilizzato invece Killcopy, un programma freeware che accellera la copia tra files sfruttando parallellismo e grandi buffer di memoria; inoltre può effettuare una verifica dei bytes scritti (utile nelle copie in rete), riservare lo spazio prima della copia effettiva (per ridurre la frammentazione del file) ed essere utilizzato dalla command line.  Cito brevemente  Teracopy, un altro programma con le stesse caratteristiche, disponibile gratuitamente per usi non commerciali.

E nel bel mezzo della copia massiva, dopo un centinaio di GB copiati,  ecco comparire i primi problemi: errori CRC, dovuti probabilmente a settori danneggiati o illeggibili… Non mi preoccupavo, finché questi comparivano su alcuni file thumb.db o su qualche foto già backuppata; mi sono seriamente preoccupato quando, ad un certo punto è comparso il popup di alert Disco non inizializzato, formattare il disco!
Ovviamente non ho seguito il suggerimento di Windows, e mi sono buttato freneticamente nell’attività di data recovery.

Il disco veniva riconosciuto tra le periferiche rimuovibili, la partizione del disco veniva riconosciuta dal Sistema come RAW, non più come NTFS, e questo significava che si era danneggiata l’area del disco dove risiedeva la MFT, quindi non l’elettronica o le meccaniche del disco.

Tutto sommato la situazione non era cosè catastrofica: quello che mi interessava veramente l’avevo già copiato e poi avevo alcuni backup delle foto e del software sviluppato; non mi ricordavo se mancava ancora qualche file…

Alla fine ho utilizzato GetDataBack for NTFS, un eccellente programma commerciale per il recupero dei dati: di fatto analizza i settori del disco alla ricerca di record e pezzi di directory; poi permette il salvataggio dell’indice così ricostruito su un file, in modo tale da poter accedere velocemente ai dati del disco anche in un secondo momento senza dover ripetere l’analisi. 

Alla fine ritengo di aver recuperato il 99% dei dati presenti sul disco USB, e comunque il 100% di ciò che mi interessava veramente.

Una storia comunque finita bene, anche se mi ha fatto sudare freddo perdendo un po’di tempo durante il week-end, e che mi ha dato ragione sull’importanza delle politiche di backup e salvaguardia dei dati per mezzo della tecnologia Raid.
novembre 6th, 2008 di Mauro Dalfreddo

Recentemente ho avuto la necessità di forzare il cambio utente in un’applicazione asp.net che utilizza Windows Autentication come sistema di autenticazione.

Sharepoint: Accedi come utente diversoL’idea è stata presa dai siti di Micorsoft Office Sharpoint 2007 (MOSS): di default l’accesso viene effettuato con l’utente corrente di dominio; al bisogno è presente un link nel menù per cambiare l’utente connesso; viene presentato quindi il popup standard per l’immissione delle credenziali, dopo la nuova autenticazione l’utente viene ripresentata la pagina corrente…

I requirement erano simili, ovvero l’utente Windows connesso all’applicazione asp.net su IIS non doveva essere necessariamente quello loggato sulla macchina con il CTRL+ALT+CANC. La problematica è connessa anche col fatto che i siti di una intranet sono tutti trusted di default, per cui Explorer effettua tramite la Windows Authentication un’autenticazione implicita (single sign-on). 

I vantaggi del cambiamento di profilo sono palesi: l’utente non deve scollegarsi e riconnettersi a Windows, chiudendo tutte le applicazioni, oppure eseguire Internet Explorer con l’opzione “Run as”; deve solo cliccare un link…

Il trucco sta nello spedire al browser uno status code 401 “Access denied”, per cui il browser richiede all’utente ulteriori credenziali e richiama la pagina nuovamente.

Nella pagina desiderata, o nella master page, inserire il link alla pagina del cambio utente:

<a href="AccessDenied.aspx?loginasanotheruser=true">Cambio profilo</a>

In AccessDenied.aspx  
 

<%@ Page Language="C#" autoeventwireup="true"%>
<%
if (Session.IsNewSession)  Response.Redirect("default.aspx", true);
Session.Abandon();
Response.StatusCode = 401;
Response.StatusDescription = "Access Denied";
%>

Questa pagina controlla se la sessione è appena stata creata, e nel qual caso reinvia l’utente, che si è appena autenticato ad IIS, alla home page. Viceversa viene reimpostato lo status cose a 401. Il client richiede nuovamente le credenziali e la pagina aspx viene eseguita nuovamente solo se queste sono valide (è IIS infatti che effettua questa verifica).

Al posto di redirezionare il client alla home page è possibile ritornare sulla pagina appena precedente; basta passare a AccessDenied.aspx un parametro con il valore di window.location; ma questa è un’altra storia…

novembre 5th, 2008 di Mauro Dalfreddo

I rumors, che si sono diffusi nei primi mesi del 2008, stanno diventando realtà.

La rivista Sci Fi Wire ha annunciato che Stephen J. Cannell, il creatore originale delle serie The Greatest American Hero (diventata poi Ralph Supermaxieroe nella versione italiana), ha confermato che si sta lavorando concretamente alla versione cinematografica:

Katt Culp Sellecca Cannell“Abbiamo la sceneggiatura e abbiamo anche il regista e adesso dobbiamo organizzare tutto il resto” ha detto Cannell a una riunione per il 25mo anniversario della Screen Actors Guild, lo scorso 7 settembre 2008. Il  regista sarà Stephen Herek, che ha diretto “Bill & Ted’s Excellent Adventure” ,”Critters”,”Goodbay Mr. Holland”, e nella sfera disney “I 3 Moschettieri” e “La carica dei 101″

 William Katt ha confermato nello stesso evento l’esistenza di una sceneggiatura pronta per l’adattamento della serie al film; l’attore stesso, che l’ha letta, l’ha ritenuta fantastica e ha assicurato che i tre attori originali della serie (William Katt, Robert Culp e Connie Sellecca) faranno parte del cast, e non come comparse o per semplici camei.

Per quanto riguarda le date, nessuno si sbilancia, ma è ragionevole pensare che il film non uscirà prima dell’estate 2009.

The greatest american heroAlla Comic-Con del luglio 2008 (visualizza il trailer) a San Diego è stato presentato il fumetto: ”The Greatest American Hero” sbarcherà anche nel mondo dei fumetti con una miniserie di sei numeri che verrà pubblicata sul finire di quest’anno (la prima uscita probabilmente già in Novembre).
A scrivere la serie sarà  lo stesso William Katt, coadiuvato dagli autori Christopher Folino e Sean O’Reilly, mentre i disegni saranno di Clint Hilinski.
La mini rinarrerà le origini di Ralph e proporrà nuove storie, probabilmente ripartendo da dove la serie TV era stata interrotta.

Il fumetto farà oviamente parte del rilancio del personaggio che sarà inoltre protagonista di una serie di corti animati (con le voci dei tre attori) e disponibili sul Web già dai primi mesi del 2009.

BELIEVE IT OR NOT

Look at what’s happened to me-,
I can’t believe it myself.
Suddenly I’m up on top of the world
It should’ve been somebody else.

Believe it or not, I’m walking on air.
I never thought I could feel so free-.
Flying away on a wing and a prayer.
Who could it be? Believe it or not it’s just me.

It’s like a light of a new day-,
It came from out of the blue.
Breaking me out of the spell I was in,
Making all of my wishes come true-.

Believe it or not, I’m walking on air.
I never thought I could feel so free-.
Flying away on a wing and a prayer.
Who could it be? Believe it or not it’s just me.
Who could it be? Believe it or not it’s just me.

GAH Community: http://the-greatest-american-hero.com/

 

 

Leggi anche http://www.maurodalfreddo.it/archives/27

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